Cariofillene

Categoria: Scienza · Livello: Esperto

Il beta-cariofillene è un terpene pepato e speziato presente in cannabis, pepe e chiodi di garofano che in laboratorio si lega al recettore CB2 senza effetti psicoattivi.

Il beta-cariofillene (BCP) è un sesquiterpene che dà alla cannabis una nota pepata, speziata e legnosa. È abbondante anche nel pepe nero, nei chiodi di garofano, nel luppolo, nel rosmarino e nella cannella, per questo il profumo è familiare ancora prima di aprire un barattolo di infiorescenze. In molte varietà moderne è tra i tre terpeni principali, spesso insieme a mircene e limonene, ed è tipico delle famiglie Cookies e Gelato.

Cosa lo rende particolare: negli studi di laboratorio il beta-cariofillene si lega al recettore cannabinoide CB2, presente soprattutto sulle cellule immunitarie. È quindi l'esempio più noto di una sostanza alimentare che agisce sul sistema endocannabinoide, ed è per questo che a volte viene chiamato cannabinoide alimentare. Non agisce sul CB1, il recettore responsabile dello sballo da THC, quindi non è psicoattivo. Studi su cellule e animali hanno indagato effetti antinfiammatori e sul dolore; i dati sull'uomo sono ancora limitati ed è autorizzato come aroma alimentare, non come farmaco.

In pratica: il cariofillene è più pesante dei monoterpeni come limonene e pinene, quindi resiste meglio a essiccazione e concia e rimane in molti estratti. Il suo prodotto di ossidazione, l'ossido di cariofillene, viene spesso indicato come la molecola che fiutano i cani antidroga. Nei referti di laboratorio compare come beta-cariofillene, spesso accanto all'umulene, un terpene molto simile che lo accompagna di frequente.

Conosciuto anche come

beta-cariofillene, BCP, β-cariofillene

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